Letture di Aprile (Consigliati&Sconsigliati)

Cari lettori bentrovati, oggi sono qui a scrivere delle mie ultime letture, che riguardano la fine del mese di Marzo e tutto quello di Aprile. In questi giorni ho letto tre libri cartacei e due ebook.

 

Cominciando come sempre dai cartacei, ho letto “La legge e la signora” del mio adorato Wilkie Collins (edito Fazi Editore, pagine 401, prezzo 18.00 ). Stavolta Collins introduce la prima donna detective in un mistery con la storia di Valeria, che appena sposato Eustace Woodville scopre che purtroppo suo marito non è chi dice di essere, a cominciare dal fatto che il suo cognome non è quello. Eustace infatti le aveva taciuto di essere stato accusato di aver avvelenato la prima moglie, anche se si proclama innocente, e per correttezza decide allora di troncare il matrimonio. Valeria però non si darà per vinta e cercherà qualunque prova possa scagionarlo dalle infamanti accuse. Ho letto questo libro con piacere e devo dire mi è piaciuto davvero molto, anzi forse tra i libri di Collins dopo “La donna in bianco” è quello che più mi ha tenuta incollata alla sue pagine. Collins ovviamente è sempre consigliatissimo.

Ho letto poi “Storie della buonanotte per bambine ribelli” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli (edito Mondadori, pagine 224, prezzo 19.00), probabilmente uno dei più fortunati progetti di crowdfunding degli ultimi tempi. Si tratta in sostanza  di un libro di fiabe certamente diverso e bellissimo, che contiene le biografie in versione ridotta (una pagina ciascuna) di 100 donne dalle vite più straordinarie e di tutto il mondo, corredate di illustrazioni davvero fantastiche. Questo progetto come potrebbe suggerire il titolo è destinato alle bambine, ma io trovo che invece assolutamente possa essere di esempio per tutti, un regalo perfetto per bambini e bambine di tutte le età! :)  

Quindi lo consiglio praticamente e a tutti, e se incappate nella stroncatura di Michela Murgia non curatevene, chiaramente non si potrà mai piacere a tutti, e per i libri bisogna sempre seguire il proprio istinto – cosa che io faccio sempre.

L’ultimo cartaceo letto è stato “Le correzioni” di Jonathan Franzen (edito Einaudi, pagine 604, prezzo in edizione economica 15.00). Era da molto che volevo leggere Franzen, e ho deciso di cominciare proprio da questo famoso libro, pubblicato la prima volta nel 2001 e vincitore del National Book Award. Protagonista la (non proprio tipica) famiglia Lambert, del midwest americano: i genitori ormai anziani Enid ed Alfred, e i figli Gary, Chip e Denise. Alfred è un patriarca autoritario e testardo, affetto da un Parkinson sempre più grave man mano che le pagine scorrono. Enid è stata una moglie sottomessa, sempre speranzosa verso una vita che non è stata proprio come se l’aspettava e la cui unica gioia ora sarebbe quella di passare un ultimo Natale nella sua casa riunendo la famiglia. Il figlio maggiore Gary, lavora in banca e ha sposato ad una donna infantile ed egoista che cerca continuamente di influenzare i figli secondo le proprie esigenze. L’altro figlio, Chip, è stato allontanato dall’università nella quale insegnava per aver avuto una storia con una studentessa e cerca di rifarsi con un particolare incarico in Lituania. La figlia minore Denise invece è chef di successo con una burrascosa vita sentimentale, ed in continua discussione. 

Devo dire che secondo me in questa storia familiare le donne fanno una figura migliore rispetto agli uomini. Denise è quella che tra tutti forse ha suscitato le mie maggiori simpatie, e nonostante tutto riconosco ad Enid una certa resilienza che la rende non del tutto negativa nonostante la sua chiara ottusità. Per i fratelli non ho provato grande empatia, mentre devo dire che c’è stato un fatto verso il finale che ai miei occhi ha fatto riscattare almeno un pochino Alfred. La scrittura è elegante e ricercata (abbiamo qualcuno che soffre di “Anedonia” – ossia l’incapacità di provare piacere anche nelle situazioni normalmente piacevoli – termine che francamente non conoscevo e che mi ha abbastanza colpita), e nonostante sia una storia per certi versi disturbante, e magari sarebbe stato un libro interessante anche con 200 pagine in meno, devo dire che mi è piaciuto molto. Leggerò sicuramente anche “Libertà” di Franzen (che ho già in libreria) e chiaramente lo consiglio a chi piacciono i romanzi intensi e lunghi.

Per quanto riguarda gli ebook, ho scelto due libri molto famosi che in questi ultimi giorni stanno davvero spopolando. Il primo (che è anche il mio preferito del mese) è “Le otto montagne” di Paolo Cognetti (edito Einaudi, pagine 108, prezzo 18.50), che è recentemente entrato tra i finalisti del prossimo premio Strega. Questo libro racconta di Pietro e di Bruno che si incontrano da bambini e si confrontano per tutta la vita in una specie di fratellanza acquisita. Pietro è figlio unico, il padre è un chimico e la madre lavora in un consultorio nella periferia milanese, ma entrambi sono cresciuti in montagna e un giorno riusciranno a tornarci affittando per il periodo estivo una casetta a Grana, ai piedi del Monte Rosa. Sarà qui che il timido Pietro farà la conoscenza di Bruno, che si occupa di portare a pascolare le mucche della sua famiglia. Sarà lui a farlo appassionare di quei luoghi e a guidarlo alla scoperta delle meraviglie della montagna, più di quanto riesca il padre (una figura davvero molto bella), appassionato di grandi arrampicate.

Per tutto il romanzo, che francamente mi è molto piaciuto, io però ho pensato a “Due di due” di De Carlo (per inciso uno dei libri a cui sono più affezionata e che spesso vado a rileggere), e solo dopo ho scoperto che in parte si tratta di un omaggio voluto, scrive infatti qui Cognetti “Ecco a cosa stavo pensando: da tempo volevo scrivere una storia di montagna, di padri e figli e di amicizia maschile. Credo di avere appena spiegato perché questi temi nella mia testa sono tanto legati tra loro. Sapevo che ci sarebbe stata una montagna intorno alla mia storia, un padre all’inizio di tutto, e due amici al centro; e sapevo che il suo respiro sarebbe stato più ampio del solito, per i modelli che avevo in mente e per la scrittura che volevo ottenere. Ero in cerca del mio Due di due e del mio Narciso e Boccadoro, del mio In mezzo scorre il fiume e del mio Gente del Wyoming.”

Penso sia un omaggio davvero ben riuscito, anch’io probabilmente vorrei scrivere il mio personale “Due di due” :)

Inoltre, ogni volta che leggevo di boschi di larici, era per me inevitabile un collegamento a Calvino…Non so se anche questo sia un omaggio, ma a me piace pensarlo e trovo che calzerebbe anche bene.

 

“Io cammino per un bosco di larici
ed ogni mio passo è storia.
Io penso, io amo, io agisco
e questo è storia,
forse non farò cose importanti,
ma la storia è fatta
di piccoli gesti
e di tutte le cose
che farò prima di morire
saranno pezzetti di storia
e tutti i pensieri di adesso
faranno la storia di domani.”

 

La storia si snoda nell’arco di circa 30 anni e devo dire chi come me gli anni 80 li ha vissuti si ritroverà senz’altro nelle descrizioni spazio temporali. Io ho frequentato molto poco la montagna (pochi giorni e sempre in estate) ma ne sono stata sempre attratta, certamente più del mare. Ho apprezzato molto questo libro e lo consiglio certamente.

Inevitabile poi per me anche ripensare ad alcune canzoni scritte da Baglioni negli anni ’70 proprio in omaggio a quelle montagne citate dai genitori di Pietro (sicuramente “Il lago di Misurina” ed anche “Ad Agordo è così“)

L’altro ebook è “Le nostre anime di notte” dello scomparso Kent Haruf (edito NN Editore, pagine 171, costo 17.00), diventato molto famoso per la “trilogia della pianura”. Io ho deciso di avvicinarmi a questo autore proprio con l’ultimo libro tradotto, e devo dire che è stata una lettura molto originale. Cantava Caterina Caselli “…Cercavo in te la tenerezza che non ho, la comprensione che non so trovare in questo mondo stupido...” (a me è sempre piaciuta la cover di Franco Battiato). E questa storia riguarda appunto la tenerezza, sentimento importante e purtroppo sottovalutato. Protagonisti Addie Moore e Louis Waters, due vicini di casa nell’immaginaria cittadina americana di Holt (già protagonista della trilogia, che viene anche citata in alcune battute), hanno circa settant’anni e sono entrambi vedovi. Addie un giorno decide di chiedere a Louis se ha voglia di “attraversare le notti” insieme a lei, ossia di condividere il letto e semplicemente parlare facendosi compagnia. Nasce così una bellissima amicizia tra due persone che non hanno avuto proprio una vita facilissima ma che hanno conservato comunque una certa positività. Purtroppo la comunità non sarà così magnanima e gli inevitabili pregiudizi e pettegolezzi li metteranno quindi di fronte ad una scelta. Trovo questo libro un gioiellino di sensibilità, nonostante il retrogusto amaro, e lo consiglio sicuramente. Tra l’altro è un libro molto breve quindi si legge in pochissime ore.

Bene, queste sono state le mie ultime letture. Avete letto questi libri? Se sì cosa ne pensate?

Come sempre, buone letture a tutti :)

 

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2 commenti

Feed dei commenti

  1. Aprile, mese fantastco, giornata stupende, Pasqua e sorpresa. Uovo al 95%, nn e‘ proaciuto a nessuno, e‘ rimasto tutto x me. Egoista? No dopo tanti anni di cioccolato dolcissimo. Misia grazie di tutto il resoconto mensile. Buon maggio

  2. Hai fatto bene, anch’io adoro il fondente, non c’è paragone e fa anche meno male di quello tradizionale! :)

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