Letture di Ottobre (Consigliati&Sconsigliati)

Le mie letture dell’ultimo mese sono state abbastanza interessanti. Stavolta parliamo di 6 libri quindi mettetevi comodi :)

 

Ho letto “Chirù” di Michela Murgia (edito Einaudi, pagine 200, costo 18,50e), in realtà negli ultimi giorni di Settembre. La Murgia era un’autrice che mi incuriosiva da tempo e questo romanzo mi sembrava decisamente nelle mie corde e quindi adatto per iniziare a conoscerla. Devo dire mi è piaciuto abbastanza. E’ la storia di Eleonora, 38 anni e una vita forse non del tutto completa, e del suo incontro con Chirù, violinista di 18 anni che si presenta da lei con la richiesta di fargli da “maestra di vita”. Eleonora infatti non è nuova a questo tipo di responsabilità (l’unica cosa che non mi è chiara è in base a quali parametri, essendo lei un’attrice, e comunque una donna troppo giovane magari per questo ruolo, ma forse poco importa) e decide di sobbarcasi l’impresa, durante la quale conosciamo i retroscena della sua vita e di come è diventata la persona che è attualmente. Il rapporto tra i due non scade nel banale e ho trovato la conclusione anche abbastanza cinematografica, l’ultima scena è infatti ambientata in uno dei miei posti preferiti di Roma ossia il Caffè delle Arti presso la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, (che se non conoscete vi consiglio assolutamente di visitare, ne ho scritto diverse volte sotto il tag “musei”, “eventi” o “Roma”). In sostanza un romanzo di formazione abbastanza interessante, con citazioni e metafore sapientemente piazzate, si legge velocemente quindi promosso. Leggerò sicuramente altro della Murgia.

Ho letto poi “Confusione” di Elizabeth Jane Howard (edito Fazi, pagine 526, costo 18.50e), volume terzo della meravigliosa saga dei Cazalet, di cui ho scritto in diverse occasioni per cui non mi dilungherò, anche perché non voglio fare spoiler per chi non ha ancora cominciato a leggerli. La storia continua negli anni dal 1942 al 1945, la guerra è ancora in corso e seguiamo soprattutto le ragazze Cazalet che stanno diventando giovani donne, in particolare Louise. Stavolta mi è piaciuto molto anche il personaggio di Archie e sono curiosa degli sviluppi legati alla sua storyline. Anche stavolta ci sono numerose citazione letterarie sparse qua e là (Dickens, Anna Karenina, Sherlock Holmes…). L’unica pecca è che nella prefazione ho trovato un’incongruenza di trama riferita al precedente volume…se qualcun altro l’ha notata mi faccia sapere :) Naturalmente proseguirò presto la lettura del volume successivo, probabilmente entro novembre :)

Dopodichè ho letto “La vita felice“, romanzo del 2016 di Elena Varvello (edito Einaudi, pagine 190, costo 18.50e). Questo libro aveva catturato la mia attenzione per la copertina inquietante e bellissima, oltre che per la trama. Siamo nell’estate del 1978, Elia ha sedici anni e vive in un paesino sperduto con i genitori. Durante questa estate conoscerà un ragazzo suo coetaneo, Stefano, che va a stare momentaneamente con la madre nella casa del nonno; proprio questi due personaggi si riveleranno abbastanza importanti per lui, in una difficile estate in cui il padre dopo aver perso il lavoro comincia a comportarsi in maniera diciamo bizzarra. La storia ci viene raccontata da un Elia ormai adulto che ricorda gli eventi del passato e li analizza in maniera veritiera ma con un pizzico di immaginazione. E’ un romanzo di formazione e devo dire all’inizio che mi ha ricordato un po’ anche lo strafamoso “Le due montagne” di Cognetti (di cui parlavo qui), anch’esso del 2016, ma poi si è trasformato in qualcosa di completamente diverso, per la cupezza che lo contraddistingue.

Dopo averlo finito mi sono fatta più di qualche domanda e così sono andata a cercarmi risposte in rete, approdando a questo articolo dove l’autrice stessa spiega la genesi del libro (chiaramente questo è SPOILER, passate oltre), e questo onestamente ha cambiato di molto la mia opinione originaria. Perchè questa storia in sostanza affronta il tema di una malattia di cui ancora si parla pochissimo, e lo fa anche in maniera abbastanza verosimile, ma il problema è che forse non si capisce che si stia parlando proprio di bipolarismo…leggendo qualche recensione online infatti credo non sia stato capito del tutto. Anni fa avevo letto un libro molto interessante che spiega in maniera abbastanza semplice e in prima persona proprio ciò che significa essere bipolare, e che consiglio nel caso ci fosse qualcuno interessato a capirne qualcosa di più, sto parlando di “Lunatica” di Alessandra Arachi.

Ad ogni modo ho trovato il romanzo scritto molto bene, i dialoghi essenziali e veloci rendevano perfettamente l’idea di fondo, mi è sembrato di essere con i personaggi in quella sbiadita estate del 1978. L’ho letto quindi in pochissimo tempo spinta dalla curiosità di saperne di più. Magari però mi sarebbe piaciuto che fosse stato sviluppato meglio, sia in termini di lunghezza che anche ad esempio riguardo al personaggio di Elia, che avrei preferito un pochino più reattivo, se non altro per quanto riguarda il narratore adulto al quale avrei fatto dare qualche spiegazione in più sul padre – capisco che il mistero intriga ma come dicevo forse non sempre paga…

Ho letto poi “Le due zittelle” di Tommaso Landolfi (edito Adelphi, pagine 114, costo 10.00e), Landolfi è stato un grande narratore molto apprezzato anche da Italo Calvino che ne curò anche una sorta di antologia intitolata “Le più belle pagine”. Questo breve racconto è stato scritto nel 1946, quando il mestiere dello scrittore era qualcosa di serio e non un qualcosa di improvvisato e allargato anche a chiunque avesse una storia da raccontare…E’ un divertissement scritto davvero con i fiocchi ma essendo una storia molto breve non posso dire molto, se non che le protagoniste sono due sorelle di età diciamo avanzata e non sposate, e hanno una scimmia domestica che che causerà loro diversi problemi. Questa cosa della scimmia mi ha fatto molto sorridere, perché anche mio nonno da bambino ne ha avuta una e questa da piccola era una delle mie storie preferite…ulteriore motivo per farmi amare questo gioiellino letterario. Diciamo che forse non mi aspettavo il finale che poi ho trovato, ma consiglio senz’altro questo libro, e leggerò altre cose di Landolfi, magari proprio l’antologia messa insieme da Calvino.

E per restare in tema proprio con Italo Calvino, poi è stata la volta di “Ho visto passare il tuo treno” di Elsa De Giorgi (edito Feltrinelli, pagine 294, costo 9.50e). Chi era costei, vi chiederete. Ebbene si tratta di una famosa attrice degli anni ’30/’40, nonché scrittrice, ma l’aspetto che mi ha spinta a comprare questo libro – fuori catalogo da anni e appena ristampato dalla Feltrinelli – è la relazione che la signora ha avuto con Italo Calvino negli anni ’50, conosciuto quando un suo libro “I coetanei” è arrivato in Einaudi ed Elio Vittorini lo fece leggere proprio a Calvino per avere una sua opinione.

Da una parte questo diciamo memoir è stato sicuramente interessante, dal momento che ripercorre la vita e la carriera della signora in questione (anche nella parte di ricordi su altre illustri personalità del mondo letterario e non, come Anna Magnani o Pasolini), che non si fa scrupolo alcuno di raccontare il “suo” Calvino, e in qualche modo scopriamo altre sfaccettature sull’uomo e sullo scrittore. Ero curiosa, lo ammetto, ma onestamente arrivata alla fine forse avrei preferito non leggerlo, ma non perché siano state rivelate chissà quali verità scomode anzi, solo che certe cose sarebbe stato certamente più elegante mantenerle private; sostanzialmente questo libro niente aggiunge per i grandi appassionati di questo scrittore come me. Anzi, un tantino fastidio mi ha dato capire che la signora De Giorgi abbia creduto che qualunque personaggio dei libri anche successivi alla loro storia sia stato in qualche modo legato a lei…a tale proposito ho trovato questo meraviglioso articolo della vedova di Calvino, una personalità ormai leggendaria (mi aveva colpito molto anche questo), e come dire…io sto con Chichita, senza dubbio! 

L’unica descrizione che ho trovato molto delicata è stata quella delle mani di Calvino.

Non posso dire che sia stato del tutto tempo perso, ma francamente non lo consiglio agli affezionatissimi di Calvino ecco, piuttosto andatevi a recuperare il volume sulle lettere che raccontava il lavoro editoriale svolto alla Einaudi (a cui ho dedicato un post che trovate qui) oppure “Sono nato in America”, libro di interviste tutte interessantissime.

E infine in vista di Halloween ho letto “The quick – Misteri, vampiri e sale da tè” di Lauren Owen (edito Fazi, pagine 526, costo 17.50e), libro che era uscito circa un anno fa e che da subito aveva catturato la mia attenzione, come del resto succede per quasi tutte le uscite della Fazi di cui adoro il catalogo. In più la trama è ambientata in Inghilterra in epoca vittoriana, e la copertina è stupenda. Tutti questi fattori quindi facevano presupporre che fosse un libro nelle mie corde.

Però non c’è stato feeling aimé…il problema in parte è che non mi piacciono le storie di vampiri…o meglio mi affascinano ma forse non nei libri. Mi sono lasciata sedurre anche dai rimandi a Wilkie Collins sul retro copertina (ci sono sapienti omaggi a questo grande scrittore anche nel testo sparsi qua e là), ma dopo un ottimo inizio ammetto che ho faticato non poco ad andare avanti. Il libro che tra l’altro è un’opera prima, è scritto benissimo, intendiamoci, ma è la storia che mi ha profondamente annoiata, non faceva semplicemente per me.

Ho divorato più o meno le prime 100 pagine, dove si fa la conoscenza dei due fratelli Norbury, Charlotte e James, due orfani molto uniti che crescono solitari in una grande dimora inglese. Successivamente le loro strade si dovranno dividere quando per motivi di studio James dovrà trasferirsi a Londra. Anche questa parte è stata abbastanza interessante, in quanto la vicende prende pieghe per nulla banali con l’incontro tra James e Christopher Paige. Ma poi James scompare e Charlotte dovrà andare a cercarlo, e qui  entrerà nel vivo la storia dei vampiri citati in copertina, e il mio interesse è calato drasticamente. Soprattutto nelle parti del taccuino di uno studioso che espone i suoi progressi negli studi in materia. Ho comunque tenuto duro perché successivamente vengono introdotte altre storyline interessanti, come il personaggio di Adeline e quello di Howland, ma non abbastanza per farmi promuovere questo libro. Che comunque so essere davvero molto apprezzato. Gustibus.

Ovviamente lo consiglio a chi invece ama le storie di vampiri :)

A questo proposito mi piacerebbe chiudere il post con una citazione tratta proprio da “Confusione” di cui ho scritto sopra.

Si tratta di un’osservazione fatta da Zoe, che è uno dei personaggi che più mi sono entrati nel cuore.

“All’inizio aveva creduto ingenuamente che tutti i libri che erano considerati dei classici dovessero necessariamente essere belli da leggere, ed era rimasta perplessa quando la loro lettura si era rivelata a dir poco faticosa. Una conversazione con Miss Milliment poi aveva modificato questa sua visione semplicistica: grazie a lei aveva scoperto che anche nell’Ottocento erano stati scritti libri di poco valore o libri che Miss Milliment giudicava uguali all’uovo del curato (conosceva il modo di dire? Voleva dire belli solo in parte), romanzi il cui valore risiedeva nel loro significato sociologico e anche veri capolavori, “che del resto , come lei di certo sa, possono essere anche noiosi”. Da quella volta aveva preso a informarsi da Miss Milliment sui libri che trovava prima di mettersi a leggerli. “Bisogna sempre tenere a mente”, le diceva l’istitutrice nel suo tono gentile e guardingo, “che anche i grandi scrittori possono scrivere opere di qualità variabile, e che si può amare un determinato romanzo e restare completamente indifferenti a un altro”. Se non fosse stato per la guerra, si era domandata, avrebbe mai scoperto quant’era bello leggere romanzi? Probabilmente no”.

Grazie per essere arrivati fin qui.

Avete letto questi libri? Vi interessano?

Come sempre, buone letture a voi! ;)

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2 commenti

Feed dei commenti

  1. Non ho letto nessuno di questi libri ed apprezzo molto i tuoi suggerimenti.
    È sempre bello trovare qualcuno che condivide la mia stessa passione per la lettura!
    A presto.

  2. Grazie mille! :)

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