Italo Calvino

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“La pagina ha il suo bene solo quando la volti e c’è la vita dietro che spinge e scompiglia tutti i fogli del libro. La penna corre spinta dallo stesso piacere che ti fa correre le strade. Il capitolo che attacchi e non sai ancora quale storia racconterà è come l’angolo che svolterai uscendo dal convento e non sai se ti metterà a faccia con un drago, uno stuolo barbaresco, un’isola incantata, un nuovo amore”.

Con questa bellissima citazione da “il cavaliere inesistente” di Italo Calvino, apro il post sulle letture che mi hanno accompagnata nell’ultimo mese.

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Torno con piacere a scrivere di libri, una delle mie passioni più grandi.

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Per la categoria “Consigliati & Sconsigliati” dell’ultimo mese (Ottobre/primi giorni di Novembre) questi sono i libri che ho tirato fuori dal cilindro :) Leggi tutto »

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Il libro che mi ha catturata di più questo mese è senz’altro “I libri degli altri“, costituito dalle lettere inerenti il lavoro editoriale svolto da Italo Calvino per la Einaudi dal 1947 al 1983. Leggi tutto »

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L’estate è finalmente arrivata, e come ogni anno ho prontamente aggiunto alcuni elementi base alla mia borsa :)

Cominciando da una bella confezione mignon di acqua termale che all’occorrenza è un salvavita. Poi di solito in estate tiro sempre fuori un bel ventaglio (quello in foto viene da un bel viaggio a Siviglia di qualche anno fa), il bicchierino richiudibile (lo so, fa molto anni 80, a me infatti ricorda quelli che mia nonna comprava sempre in quantità industriali quando andava al mare in Romagna, ma da qualche anno sono risbucati fuori e si trovano ovun que ne ho constatato l’effettiva utilità quando si incontra una bella fontanella – a roma sono dette “Nasoni”- questa poi è la versione rinforzata e con l’apribottiglie all’interno del tappo :) ). Leggi tutto »

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Dopo il post sui 10 libri per l’estate, ho deciso di farne un altro per quanto riguarda i libri per ragazzi.

Parliamo di un genere vasto  con il quale a volte si etichettano erroneamente anche romanzi  interessanti per gli adulti, e che spesso pagano un po’ lo scotto di finire relegati e banalizzati in un settore forse sottovalutato. 

Tra i miei preferiti e consigliati ci sono sia  classici (che ho amato rileggere da grande forse più di quando ero piccola), che scoperte più recenti. Non ci sono young adults perché non è proprio il mio genere.

Andando un po’ a casaccio, comincio dalla saga di Anna dai capelli Rossi di Lucy Maud Montgomery. Leggi tutto »

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Voglio dedicare un pensiero al mio scrittore preferito di sempre, Italo Calvino, in quello che sarebbe stato il suo 91mo compleanno.

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E’ in questo silenzio dei circuiti che ti sto parlando. So bene che, quando finalmente le nostre voci riusciranno ad incontrarsi sul filo, ci diremo delle frasi generiche e monche; non è per dirti qualcosa che ti sto chiamando, nè perchè creda che tu abbia da dirmi qualcosa. Ci telefoniamo perchè solo nel chiamarci a lunga distanza, in questo cercarci a tentoni attraverso cavi di rame sepolti, relais ingarbugliati, vorticare di spazzole di selettori intasati, in questo scandagliare il silenzio e attendere il ritorno di un’ eco, si perpetua il primo richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti s’è aperta sotto i piedi d’una coppia di esseri umani e gli abissi dell’oceano si sono spalancati a separarli mentre l’uno su una riva e l’altra sull’altra trascinati precipitosamente lontano cercavano col loro grido di tendere un ponte sonoro che ancora li tenesse insieme e che si faceva sempre più flebile finchè il rombo delle onde non lo travolgeva senza speranza. Da allora la distanza è l’ordito che regge la trama d’ogni storia d’amore come d’ogni rapporto tra viventi, la distanza che gli uccelli cercano di colmare lanciando nell’aria del mattino le arcate sottili dei loro gorgheggi, così come noi lanciando nelle nervature della terra sventagliate d’impulsi elettrici traducibili in comandi per i sistemi a relais: solo modo che resta agli esseri umani di sapere che si stanno chiamando per il bisogno di chiamarsi e basta.”

(Italo Calvino “Prima che tu dica “Pronto”)

 (In questi giorni sono totalmente persa nella rilettura di Calvino… :) )

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“In un viaggio in un paese dell’Oriente, il signor Palomar ha comprato in un bazar un paio di pantofole.
Tornato a casa, prova a calzarle: s’accorge che una pantofola è più larga dell’altra e gli cade dal piede.
Ricorda il vecchio venditore seduto sui calcagni in una nicchia del bazar davanti a un mucchio di pantofole di tutte le dimensioni, alla rinfusa; lo vede mentre fruga nel mucchio per trovare una pantofola adatta al suo piede e gliela fa provare, poi si rimette a frugare e gli consegna la presunta compagna, che lui accetta senza provarla.
“Forse adesso, – pensa il signor Palomar – un altro uomo sta camminando per quel paese con due pantofole spaiate”. E vede una smilza ombra percorrere il deserto zoppicando, con una calzatura che gli sguscia dal piede a ogni passo, oppure troppo stretta, che gli imprigiona il piede contorto.
“Forse anche lui in questo momento pensa a me, spera di incontrarmi per fare il cambio. Il rapporto che ci lega è più concreto e chiaro di gran parte delle relazioni che si stabiliscono tra esseri umani. Eppure non ci incontreremo mai”.
Decide di continuare a portare queste pantofole spaiate per solidarietà col suo compagno di sventura ignoto, per tener viva questa complementarietà così rara, questo specchiarsi di passi zoppicanti da un continente all’altro.
Indugia nel rappresentarsi quest’immagine, ma sa che non corrisponde al vero. Una valanga di pantofole cucite in serie viene periodicamente a rifornire il mucchio del vecchio mercante di quel bazar. Nel fondo del mucchio resteranno sempre due pantofole scompagnate, ma finchè il vecchio mercante non esaurirà le sue scorte (e forse non le esaurirà mai, e morto lui la bottega con tutte le merci passerà ai suo eredi e agli eredi degli eredi), basterà cercare nel mucchio e si troverà sempre una pantofola da appaiare a un’altra pantofola. Solo con un acquirente distratto come lui può verificarsi un errore, ma possono passare secoli prima che le conseguenze di questo errore si ripercuotano su un altro frequentatore di quell’antico bazar.
Ogni processo di disgregazione dell’ordine del mondo è irreversibile, ma gli effetti vengono nascosti e ritardati dal pulviscolo dei grandi numeri che contiene possibilità praticamente illimitate di nuove simmetrie, combinazioni, appaiamenti.
Ma se il suo errore non avesse fatto che cancellare un errore precedente? Se la sua distrazione fosse stata apportatrice non di disordine ma d’ordine?
“Forse il mercante sapeva bene quel che faceva – pensa il signor Palomar – dandomi quella pantofola spaiata ha messo riparo a una disparità che da secoli si nascondeva in quel mucchio di pantofole, tramandato da generazioni in quel bazar”.
Il compagno ignoto forse zoppicava in un’altra epoca, la simmetria dei loro passi si risponde non solo da un continente all’altro, ma a distanza di secoli. Non per questo il signor Palomar si sente meno solidale con lui, Continua a ciabattare faticosamente per dar sollievo alla sua ombra.”

(La pantofola spaiata, tratto da ‘Palomar’, di Italo Calvino)

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